Le donne in politica
Raccogliamo qui notizie, informazioni, spunti di riflessione e magari anche storie di donne in politica e nella società
- La storia di una donna che fa politica in una delle condizioni più difficili, Malalai Joya, una voce dell'Afganistan democratico.
-
alcune riflessioni sulle donne, la partecipazione politica, il lavoro delle donne e cosa si aspettano.
-
Una recente indagine Istat 'Essere madri in Italia' mette in evidenza quali e quante difficoltà debba affrontare una donna divisa tra lavoro e maternità. Da qui la scelta spesso obbligata di avere meno figli e sempre più tardi. Molte donne perdono il lavoro dopo la maternità, altre decidono di smettere perchè non riescono a conciliare lavoro e famiglia. Gli aspetti più critici sono la rigidità dell'orario di lavoro, lo svolgere turni, lavorare la sera o nel fine settimana. Maggiori problemi hanno quelle donne che non possono usufruire dell'aiuto di nonni e che devono affidare i figli ad asili nido o baby sitter. indagine condotta in Francia, Spagna e Italia. Essere donna non 'paga', e il problema riguarda tutte le categorie di lavoratrici, dalle donne in carriera, alle impiegate, alle operaie. Il problema è tanto più forte in Italia dove la differenza di stipendio si attesta su a circa il 30% in meno rispetto ai colleghi maschi.
-
E che dire degli stipendi delle donne? Non contano la bravura e nemmeno l'anzianità. Non i risultati ottenuti o l'efficenza dimostrata. Se sei femmina guadagni di meno. Questi i risultati di un' indagine condotta in Francia, Spagna e Italia. Essere donna non 'paga', e il problema riguarda tutte le categorie di lavoratrici, dalle donne in carriera, alle impiegate, alle operaie. Il problema è tanto più forte in Italia dove la differenza di stipendio si attesta su a circa il 30% in meno rispetto ai colleghi maschi.
- Una risoluzione del Palamento Europeo a proposito di donne e politica internazionale contiene una lista di considerazioni (segnaliamo in particolare fra i tanti il punto B: 'considerando che una partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo politico e decisionale rispecchierà più fedelmente la composizione della società e che essa costituisce un elemento essenziale per le future generazioni e per il corretto funzionamento delle società democratiche'), di raccomandazioni, esortazioni, inviti e incoraggiamenti ma nessun obbligo di sorta. E' in ogni caso uno spunto interessante da approfondire.
- E ancora: un'opinione in merito al problema emerge dall'intervista a Noreena Hertz: 'Le donne invisibili' di cui riportiamo la conclusione: '... Quanto alla tesi che è inutile regolamentare questa materia perché tanto le donne accederanno in modo naturale ai posti decisionali, forse è il caso di citare qualche dato. Secondo le ultime proiezioni della Commissione per le pari opportunità britannica, la Gran Bretagna – dopo che il suo governo ha riconosciuto il problema alcuni anni fa, ma ha risposto solo con una serie di raccomandazioni e iniziative volontarie – vedrà la parità nei consigli d'amministrazione tra almeno quarant'anni.
Lasciare che la natura faccia il suo corso significa non solo che questa generazione di donne raggiungerà un numero spaventosamente basso di posizioni di potere, ma anche che la condizione delle figlie non sarà molto diversa.
Avere più donne nei consigli di amministrazione è positivo per le donne, per l'economia e per la società. È un risultato da cui tutti possono trarre benefici.
Ma quanto è raro. Angela Merkel non si sente sola tra tanti uomini grigi in abiti grigi? Tony Blair, lei che ha una moglie superstar, perché non dà una spintarella ad alcune sue coetanee? Lee Hsien Loong, lei che è il primo ministro di Singapore e ha una moglie imprenditrice, perché non fa in modo che altre donne abbiano successo in quel campo?
È ora che tutti quanti voi prendiate a mazzate quel soffitto di vetro. Non è infrangibile, lo sapete. Ma non andrà mai in frantumi da solo...'
-
E in Italia nel frattempo l'argomento è almeno diventato di attualità. E' ricorso il 21 novembre 2006 il sessantesimo anniversario del voto alle donne. Il presidente Napolitano ha inaugurato, presso la piazzetta della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'ateneo romano di Tor Vergata, una epigrafe marmorea che ricorda: "Quando, tra le rovine della guerra, restituita la democrazia in Italia venne il suo popolo dopo lunghi anni chiamato a darsi nuove istituzioni di pacifico governo per la prima volta le donne votarono anch'esse, perché finalmente trovasse pienezza la libertà della nazione intera, dopo secoli di sofferta discriminazione" (leggi l'articolo)
-
la storia di Joyce Lussu, da cui abbiamo tratto ispirazione per il nostro sito. Donna affascinante e intelligente, testimone di come si possa vivere la politica in maniera piena e partecipe, senza remore o vincoli di sorta. In Donne e scrittura (a cura di Daniela Corona, ed. La Luna, '88), scrisse: "anche le grandissime Blixen e Yourcenar ci presentavano sempre immagini di donne perdenti, e mai vincenti…". Lei, invece aveva saputo essere una donna vincente. Sul modello delle sibille, richiamato nei suoi testi. ("Il libro pregno su streghe e sibille" - il lavoro editoriale, '83 - "La Sibilla", - stesso editore, '88 . "L'erba delle donne" - Napoleone, '79).
-
Un po' di numeri... Sul sito corrispondente si trova una tabella che elenca il numero di donne elette nei diversi parlamenti nazionali nel mondo. La lista dei paesi è ordinata per percentuale di donne sul totale. E' evidente che l'Italia non è messa molto bene con una percentuale di donne del 17% che la colloca al 60 posto. La statistica è aggiornata al 31 maggio 2006 e tiene quindi in considerazione i risultati delle ultime elezioni in Italia.
-
Chiara Valentini, giornalista dell'Espresso, in prossimità delle elezioni di aprile 2006, in un articolo pubblicato sull'Espresso il 16 marzo 2006, fa una panoramica del voto delle donne in Italia e pone alcune importanti questioni relative alla presenza delle donne in politica.