Joyce Lussu

Joyce Lussu non si occupò mai in senso stretto di politica. Non ebbe, se non per brevi intervalli, cariche politiche. Fu innanzi tutto scrittrice e cittadina del mondo, come amava ricordare: "Mi sono dimessa da cittadina europea, mi sento veramente cittadina del mondo". Fu una figura rivoluzionaria, femminista, anticlericale. Bellissima, ironica e anticonformista, lottò incessantemente per diffondere una cultura di pace, di tolleranza e di rispetto. Si ricordano di lei le poesie, gli scritti autobiografici delle esperienze vissute in paesi diversi, le traduzioni.

La politica la coinvolse comunque in prima persona  a partire dagli anni '30 dopo l'inizio del periodo fascista.  La sua famiglia,  contraria al regime, fu perseguitata ed emigrò all'estero. Qui Joyce aderì al movimento 'Giustizia e Libertà',  dove nel 1938 incontrò Emilio Lussu, che diventerà da allora suo compagno di vita. Negli anni a venire partecipò alla lotta antifascista e al movimento clandestino tanto che, nel dopoguerra, venne decorata con la medaglia d'argento al valor militare.  

Dopo la liberazione fu protagonista per un breve periodo della politica italiana, militando nel partito d'azione. In seguito fu promotrice dell'Unione Donne Italiane e fece parte del PSI.  Poco dopo abbandonò la politica per tornare alle amate attività culturali.

A partire dall'inizio degli anni '60 spostò il suo interesse dall'antifascismo all'antimperialismo facendosi promotrice di iniziative e movimenti contro il colonialismo e per la pace. Sono di questi anni i viaggi all'estero e le traduzioni di poeti di paesi lontani, albanesi, curdi, vietnamiti, africani. Fra tutti vale la pena di ricordare le traduzioni del poeta turco Nazim Hikmet. In quegli anni sposò anche la causa del popolo curdo, delle cui persecuzioni e sofferenze fu testimone instancabile.

Negli anni '70 iniziò quindi un'attività incessante di diffusione, a tutti i livelli ma principalmente nelle scuole, dei problemi del terzo mondo, per promuovere una cultura di pace, contraria alla globalizzazione, che annienta le identità culturali locali. Questa sua testimonianza, è di sempre maggiore attualità, soprattutto ora che il mondo è segnato da conflitti interminabili in Medio Oriente, Irak, Afganistan, e insanguinato dal terrorismo e  dagli integralismi.

Per avere notizie sulla sua storia si può visitare il sito a lei dedicato o leggere la commovente testimonianza della scrittrice Silvia Ballestra dall'Unità del 27 agosto 2004.